La rete che unisce la rete che confonde

E’ iniziata un’altra serata di senigallia 2.0

Sono presenti Alberto Di Capua dell’associazione AGE Senigallia, Michela Boscaro e Moreno Marcucci del gruppo Nostos e Patrizia Confalonieri docente dell’Istituto Comprensivo Marchetti

L’incontro è rivolto principalmente ai genitori, ai giovani, ai docenti e a tutti coloro che sono interessati alla rete per i ragazzi… questa sera ci sono anche dei bambini, abbiamo allestito per loro un tavolo con colori e libricini speriamo che sia una bella serata anche per loro.

Andrea ha ricordato il percorso che si sta facendo con senigallia 2.0, ricordiamo che in mediateca è possibile con una semplice registrazione usare gratuitamente internet, la stessa registrazione permette anche la navigazione gratuita tramite computer portatile nelle piazze del centro storico

Alberto Di Capua parla del progetto che stanno portando avanti sull’uso della rete dai ragazzi, da un questionario che hanno somministrato emerge come i ragazzi

utilizzino soprattutto le chat, tramite le quali si scambiano messaggi e foto, in terza media alcuni ragazzi usano le chat anche per 120 minuti, un dato rassicurante è che i ragazzi non accettano l’amicizia di sconosciuti.

prossimo incontro alla marchetti il 9 maggio alle ore 9.30 Sicurezza sulla rete con il dott. Pierlorenzi direttore polizia postale

Patrizia Confalonieri dice che i docenti sono tenuti a dedicare parte del loro tempo ad aiutare i ragazzi a crescere, hanno quindi affrontato l’educazione ai media, un argomento che nei paesi anglosassoni è una disciplina vera e propria.

Educare ai media aiuta a sviluppare un senso critico per far diventare i ragazzi cittadini liberi, per essere in grado di decidere senza condizionamenti esterni.

Il progetto ha coinvolto i docenti e le famiglie, non per demonizzare i media ma per conoscerli ed utilizzarli al meglio, per far avvicinare gli adulti alle conoscenze ed agli interessi dei ragazzi.

Michela Boscaro presenta i dati emersi dal focus group realizzato con i ragazzi delle medie sulla dipendenza dai media. Le discussioni sono state molto ricche, le classi erano divise in due piccoli gruppi e quindi tutti avevano la possibilità di parlare. La maggioranza chatta con messanger, pochi usano facebook perchè si considerano ancora troppo piccoli. Considerano un rischio di dipendenza la solitudine e i problemi famigliari (separazioni, malattie gravi, conflitti).

I pochi che non usano internet sono impegnati in attività sportive e musicali.

I tempi sono indicativamente 2 ore di uso, per la play station si arriva anche a 4!!

“Un suo parere su questi dati quale è?”

I ragazzi prepareranno un lavoro di riflessione che un capogruppo presenterà all’incontro del 9. I ragazzi hanno apprezzato e vorrebero altri momenti per parlare tra di loro, dove l’adulto è solo un moderatore che li aiuta a dialogare.

I ragazzi sono un pò spaventati, vedono la rete ancora per grandi, ma sono molto curiosi. Boscaro

E’ indispensabile che genitori e docenti conoscano la rete e siano in grado di dare consigli e indicazioni ai ragazzi, come per gli altri aspetti della vita …come stai attento ad attraversare la strada, non parlare con gli sconosciuti,….
finchè noi non capiamo sarà difficilisimo aiutarli Confalonieri

come ci commenta Giuseppe D’Emilio questa sera finalmente funziona la diretta video ustream, quindi anche da casa è possibile, oltre leggere questi commenti live, ascoltare e vedere direttamente, aspettiamo commenti e domande che gireremo subito ai relatori

Moreno Marcucci racconta dei sui interventi con i genitori. La sua preoccupazione è che nella rete non ci deve essere coinvolgimento / investimento emotivo. La rete va usata ma i rapporti e le relazioni umane devono esistere e sono importanti. Relazione genitori figli, i ragazzi passano 2 ore su internet, non sempre passano 2 ore con i genitori. Anni fa è comparsa la televisione e se non ci sono legami e relazioni importanti ci si ritrova ognuno nella sua camera solo con la sua televisione.

Si è cercato di analizzare gli aspetti che potrebbero portare ad una dipendenza prima che diventi tale. Comportamenti di estremo rischio possono essere abbandonare la scuola, allontanare le amicizie,…

le domande dei genitori presenti

proibire di usare la rete è controproducente? è meglio mettere dei limiti di tempo?

  • la maggior parte dei ragazzi preferirebbe genitori che si imponessero di più, i genitori che mettono regole vengono visti come persone che proteggono e accudiscono, anche se poi ovviamente si oppongono alle regole e quindi si andrà alle contrattazioni e questo diventa scambio tra genitori e figli.

suggerimenti pratici per genitori: non proibire e neanche dire semplicemente puoi usare internet per due ore, magari dire quando torni a casa fai i compiti e puoi usare internet non prima delle 5, altrimenti faranno i compiti in un quarto d’ora per usare subito internet

Rispetto all’esempio delle 2 ore di utilizzo dice che è necessario conoscere, perchè magari sta facendo qualcosa che effettivamente richiede più tempo e interrompere senza informarsi è controproducente. Insegnamo ai ragazzi ad organizzarsi, a programmare le cose da fare, come utilizzare il tempo.

Non riesco a scrivere e fare domande ma Andrea mi ha anticipato sui concetti internet strumento, non mettiamoci emozioni e internet ambiente come parlavamo qualche sera fa durante l’incontro con Carlo Infante

Marcucci alza il dito e ribatte: non facciamo più accudimento dei nostri figli, li vogliamo già grandi, la frase no perchè te lo dice tuo padre non la dice o non la ascolta più nessuno, i genitori non sono tenuti a conoscere tutto (internet, ferrari, facebook, second life) sono genitori e devono essere una guida per far interiorizzare le regole, per formare la propria identità. saranno i figli che man mano che maturano argomenteranno le loro idee e ragioni con i genitori

possiamo permettere a ragazzi che non hanno ancora sviluppato la propria identità di assumere altre identità?

per partecipare a questi ambienti è necessario avere un’identità ben stabile

gli adulti spiegano – i ragazzi si sperimentano

i genitori non si mettono in gioco, spiegano razionalmente, si derensponsabilizzano

quello che conta è la relazione affettiva e quanto sei presente

rivalutare la figura del genitore permetterà di rivalutare altre figure adulte

creare spazi per i giovani per far emergere il mondo interiore che i ragazzi hanno dentro, senza aver l’esigenza di farlo in rete

un esempio di questo concetto è il centro di aggregazione giovanile, prima della nascita del cag a senigallia era difficile far politiche giovanili, far emergere progetti, ora i ragazzi propongono e fanno delle cose

buona notte e qualcuno si dà appuntamento su facebook

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