Live blogging I viaggi infiniti di Mauro Marcellini

Eccoci ad un altro appuntamento, questa sera è di scena la poesia di Mauro Marcellini e sembra funzionare tutto, c’è gente, c’è la diretta web e tra poco inzia un altro appuntamento con senigallia 2.0.

Non che le altre sere non siano andate bene ma forse un esempio e un insegnamento che se si vuole arrivare a un pò più di persone bisogna coniugare gli eventi.

Ho appena introdotto l’incontro sul significato di senigallia 2.0 e di quale rapporto ci sia con Mauro Marcellini, adesso Letizia Stortini ci introduce alle opere di Mauro Marcellini.

Antonio Maddamma racconta come un alunno possa sentire le poesie del proprio professore, il contrasto superato tra il poeta e il matematico, i critici sanno che l’armonia delle cose è quanto di più matematico possa esserci.

Hanno discusso su quale libro classico fosse il più alto e hanno concordato sul Simposio di Platone, dove il maestro e l’alunno sono sullo stesso piano.

Mauro interviene a questo punto per dare il via alla lettura delle sue poesie, non prima di avere dato l’idea di quello che i suoi occhi percepiscono, quella di una sala piena di persone con cui ha condiviso gran parte della sua vita e così se la vuole godere con il piacere che comporta.

Antonio legge “Un anno dopo” e  Letizia “Sette rose”, Antonio riprende con “Il ragazzo con il sax” e Letizia risponde con “Piccola Orchestra”.

A questo punto “La canzone dell’amore perduto” cantata da Andrea Marcellini stacca la lettura delle poesie di Mauro, alla tastiera Michele Giorgi.

Antonio riprende la lettura con “la brezza della sera”, poi Letizia continua con ” il treno del mare”.

Antonio legge “il segreto e Letizia risponde con Aufidersen Berlin.

Ecco Andrea con Amore che vieni amore che vai sempre di De Andrè.

Mauro legge “vestita di poesia”, poi racconta come sono nate le sue poesie, con lui negli anni 50 probabilmente, legge “22-2-1953” la data della sua nascita.

La fiaba, elemento ricorrente nelle poesie, gli appartiene ,dice prima di leggere Peter Pan, scoperto quando ebbe il morbillo, con stupore del suo Dottore che riteneva fosse un libro per bambini piccoli, lui aveva 10-11 anni.

A Londra la cosa che ha cercato è stata proprio la statua di Peter Pan.

Ora è la volta di “vagabondo”.

Mauro accenna a quello che lo unisce a Bob Dylan e a Fabrizio De Andrè, presenta quindi la poesia Viaggi Infiniti sollecitando l’ascolto di Blowing in the wind, leggendone le prime righe.

I ringraziamenti di Mauro a questo punto a Camillo Nardini, a me , grazie Mauro, ai suoi familiari, a Alessandro Regni curatore del sito internet, Antonio Maddamma e Letizia Stortini.

Gli chiedo di leggere “il tassista” una dedica a suo padre, una persona che appartiene alla mia infanzia, abitavo in Via Fagnani a due passi da Piazza Roma e andavo a giocare o a spasso con mio padre e conoscevo tutti i tassisti.

Mauro dopo aver letto “il tassista” legge “Prima che faccia buio”.

Ricordo a tutti i prossimi incontri su senigallia 2.0 e poi ascoltiamo l’intervento del professor Moraca sulla definizione di infinito dato dalla lettura di Viaggi infiniti.

Mauro crede che non ci sia niente di finito, a prescindere dalle convinzioni etiche e religiose.

Antonio chiede la lettura di una delle due poesie “sportive”, Mauro legge Poster bianconero, dedicata ad Omar Sivori.

Camillo Nardini interviene dicendo che non può che parlare bene di Mauro ma ricorda anche che Sabato nel foyer della Fenice presenteranno il futurismo, dalle ore 18 in poi.

Viene richiesto a Mauro se questa raccolta è una prosecuzione delle sue prime due opere e da quale humus scaturiscono.

Le storie delle persone sono il filo che legano le poesie dice Mauro.

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